Broccolincollina - il Vomero
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I Trasporti
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 I Trasporti

Se originariamente tra il Vomero e la città bassa ci si spostava esclusivamen-te a piedi, ovvero utilizzando gli asini, ch'era possibile prendere a nolo, all'Infrascata - dove li noleggiava "'o cavallaro", suocero del celebre poeta Edoardo Nicolardi -, oppure al Cavone, ben presto si cominciò ad affrontare il problema dei trasporti.
In realtà, già un progetto, elaborato, nel 1883, dall'architetto anglo-napoletano Lamont-Young, prevedeva la realizzazione d'un ascensore, destinato a collegare il Corso Vittorio Emanuele (altezza parco Grifeo) con la parte alta di via Aniello Falcone. Nel 1889, poi, entrò in funzione la funicolare di Chiaja, mentre due anni dopo fu la volta di quella di Montesanto (gratificata, perfino, di due canzoni): il progetto originario prevedeva un unico impianto, che doveva azionare i due convogli, che sarebbero saliti e scesi, alternativamente; esso, però, fu abbandonato, per la vasta area che si sarebbe dovuta asservire a tale struttura, sottraendola alla speculazione edilizia. La funicolare Centrale - detta dai vomeresi "'a terza funiculare" - entrerà in funzione soltanto nel 1928. Frattanto, una diligenza congiungeva il Vomero con Villanova, partendo da via Morghen.
Se un'occasione perduta può essere considerata la cremagliera - progettata, nel 1921, dall'ing. Arturo Migliaccio -, che avrebbe dovuto congiungere via Chiaja con via Aniello Falcone, effettuando una sosta intermedia al corso Vittorio Emanuele, viceversa, una realtà fu costituita dai tram (linee 7, 8, 24, 28), che funzionarono con trazione a cavalli, fino al 1899, utilizzando per il rimessaggio la scuderia di villa Cioffi, ad Antignano.
Nell'immediato dopoguerra, il servizio fu assicurato dalle caratteristiche "camionette" militari e da autobus delle ditte Pannella e A.T.A. (che sarebbe divenuta, poi, A.T.A.N.); nel 1951 entrò in funzione un servizio di filobus. Infine, nel 1976 ebbero inizio i lavori di realizzazione della Metropolitana collinare.