Broccolincollina - il Vomero
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Il liberty
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 Il liberty

Lo stile Liberty, che trae la propria denominazione da quella di una ditta inglese che produceva articoli per arredamento in stile floreale, si afferma, in tutta l'Europa - dall'Inghilterra, alla Francia (Art nouveau), alla Germania (Jugendstil), all'Austria (Secessione viennese) -, tra la fine del sec. XIX e gli anni 20¸30 del sec. XX.
La sua evoluzione si articola dalle arti decorative a quelle maggiori, con la caratteristica dell'asimmetria, che, in edilizia, si esprime attraverso il linearismo ondulante (ispirato da fiori e rampicanti, realizzati attraverso rilievi in stucco e fasce dipinte, sia all'interno, che all'esterno degli edifici), la libertà della pianta (determinativa dell'accentuazione del chiaroscuro e dell'abolizione della prospettiva unica); in Italia lo stile finirà per degenerare in un decorativismo esclusivamente formale.
Il Liberty vomerese - legato soprattutto alle figure degli architetti Leonardo Paterna Baldizzi, Michele Capo, Ettore Bernich, Adolfo e Gino Avena - è connotato da un marcato eclettismo, che ne determina, talvolta, la confusione col neoromanico (villa Peruzy, in via Aniello Falcone; villa Spera, in via Tasso) o col neorinascimentale (villa De Marinis, in via Scarlatti; villa Maria, in via Morghen; villa Fermariello, in via Caccavello), ovvero l'adozione di forme, in ogni caso, composite (villino Elena e Maria, in via Tito Angelini); spesso, poi, da esigenze economiche (soprattutto nei palazzi, ma non sempre: via Luigia Sanfelice, ma non via Palizzi, né villa Loreley, in via Toma, né villa Donnorso, in via Merliani, né "palazzo Avena" in p. Fuga) deriva l'abbandono dello schema a pianta libera e la limitazione all'aspetto decorativo (villa Casciaro; villa Rosalia e villa Elena, in via Cimarosa; villa Morisani). Gli elementi che lo caratterizzano sono, essenzialmente, (oltre alle decorazioni in stucco e dipinte) le mensole dei balconi in quadrello di ferro sagomato (tipiche del Paterna Baldizzi: si v. le case Marotta, in via Solimena e in via Cimarosa), le scale a chiocciola esterne, l'utilizzazione di materiali di scavo.