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Non tardò a farsi avvertire l'esigenza d'informazione della popolazione della collina: nacque, così, intorno al 1915, il Corriere del Vomero e di Posillipo, che, diretto da Edoardo Ceci, dedicava la propria attenzione agli aspetti culturali e ai problemi dell'intera dorsale della città, Capodimonte escluso. Grazie all'iniziativa dei vomeresi Ugo Ragni - che ne fu direttore -, Guido del Gaudio, Gino Apa e Alessandro Zazzera, vede la luce, nel 1949, Il Broccolo, la cui testata, raffigurante un gigantesco broccolo che nascondeva, in parte, castel Sant'Elmo, era stata disegnata da Enzo Apicella. Il numero 1 apparve in edicola il 12 febbraio; dal 19 novembre, con l'ingresso in redazione di Amedeo Mammalella, la testata fu mutata in "Belvedere", ma la pubblicazione cessò nel corso dell'anno successivo.
Dall'agosto 1977 all'aprile 1978, fu in edicola il Corriere del Vomero, diretto da Bruno Amorosi, ma animato, in realtà, da Max Vajro, cui collaborarono, fra gli altri, Vittorio Paliotti, Adolfo Mutarelli, Marcello Avena, Renato Ribaud, Renato de Falco, Antonio e Massimo Ravel.
Vide la luce, nel 1979, continuando a essere pubblicato, con regolarità, per un ventennio, per iniziativa di Aurelio Pellegrino, che ne fu anche il direttore, il Corriere partenopeo, attento ai profili culturali e ai problemi dell'intera città, ma, particolarmente, a quelli della collina vomerese.
Nel corso degli anni 90, ebbe un successo molto modesto l'esperimento di cooperativismo editoriale cui diede vita Piero Antonio Toma, direttore di Vomero News. Altre testate, infine, come Cronaca Politica e Ca*maldoli, si sono proposte ai lettori con finalità di propaganda politica.
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